Cenni Storici

In pianura, sulla destra del fiume Serchio, ai piedi delle colline pisane, a una distanza presso a poco uguale tra le città di Pisa e di Lucca, sorge Vecchiano che forse trae il nome dall'etrusco "Velturei" o dal latino "Veclanum". La zona fu abitata fin dall'età più remota, ne fanno fede i reperti archeologici rinvenuti nel 1867 nella grotta o spacco della Madonna del Castello, teatro di aspre battaglie tra Pisa e Lucca prima e Pisa e Firenze poi, Vecchiano fece parte del Comune di San Giuliano Terme fino al 1810, dopo tale data se ne distaccò diventando comune autonomo. Terreno prevalentemente agricolo, era specializzato nelle coltivazioni di asparagi, carciofi, cavoli, spinaci, granturco e foraggio. Le manifestazioni più importanti di Vecchiano sono la Fiera di Primavera, che si inaugura ogni primo Lunedì di Aprile e il Carnevale. Durante tutto il periodo estivo è molto diffuso il turismo nelle spiagge di Marina di Vecchiano, spiagge abbracciate dal Parco Naturale di Migliarino e Massaciuccoli. Inoltre, ogni tre anni, nel mese di settembre si celebra la festa della Madonna del Castello, con festeggiamenti religiosi, processione per le vie del paese. La festa, che attrae molte persone proveniente dai comuni limitrofi, si conclude con uno spettacolo pirotecnico. Vecchiano, capoluogo del comune, ha quattro frazioni: Filettole, Avane, Nodica e Migliarino, tutte raffigurate nel nuovo stemma comunale con quattro stelle. Sullo stemma ci sono una G e una V entrambe puntate: sono le iniziali di Girolamo da Vecchiano, capitano di ventura.



Vecchiano

Situato sulla riva destra del Serchio, dopo la dominazione pisana cadde sotto Firenze, che avviò lavori di bonifica per favorire lo sviluppo delle attività agricole e il controllo delle acque. Del periodo medievale sono rimaste poche tracce, tra cui i resti delle mura e la chiesa ex eremo di Santa Maria in Castello che domina il paese, i resti dell'ex castello di Avane (oggi è la meta di molti arrampicatori, per una palestra di roccia) e il borgo di Filettole, ancora dominato dal castello e dalla torre mozza, simbolo di antica rivalità tra Pisa e Lucca. Nel territorio si possono fare piacevoli passeggiate: da qui parte la strada dell'Olio dei Monti Pisani, che arriva fino a Buti passando per luoghi poco conosciuti, dove la natura e il lavoro dell'uomo hanno conservato il paesaggio racchiuso tra monti e mare. A proposito di spiagge, Marina di Vecchiano è un piccolo gioiello per coloro che amano il turismo balneare lontano dai rumori e dalla folla: quattro chilometri di spiaggia nel contesto ambientale protetto del Parco Regionale di Migliarino San Rossore Massaciuccoli. Questo tratto ha conservato un ecosistema di dune sabbiose e piante endemiche, habitat ideale per molte specie di uccelli, tanto da richiamare appassionati di birdwatching da tutta Italia.



Filettole

Quasi ai confini con la provincia di Lucca e sulla riva destra del fiume Serchio sorge Filettole, frazione del comune di Vecchiano. Il nome di Filettole sembra derivare dal latino "filix" cioè "felce" o luogo di felci. La località e circondata da verdi colline sulle quali si ergono torri e squarci di mura di epoca medievale che furono torri di avvistamento o fortificazioni durante le guerre tra Pisani e Lucchesi. Ben visibile per chi giunge a Filettole è il cosiddetto "castellaccio" che fu monastero di suore claustrali di Santa Viviana, successivamente fortezza ed infine dimora privata di signori. Vicinissima al paese passa l'autostrada A/11 ovvero la "Firenze - Mare". Riguardo ai servizi pubblici, a Filettole vi è la Scuola Elementare Statale intitolata a Giacinto Casella (1817-1880), filettolino illustre, studioso di lingue antiche e moderne, poeta, accademico della crusca e compilatore del grande dizionario della Lingua Italiana. A Filettole si trova anche la scuola materna Paritaria, gestita dalle Suore Antoniane che operano in questo paese da oltre ottant'anni. Vi è, inoltre, l'ufficio Postale, aperto ogni giorno della settimana, a cui accede anche gente proveniente da alcuni paesi vicini. A Filettole, in località "Laiano" si trovano i due grandi acquedotti di pisa e di Livorno. In località "Laiano", lungo la via per Ripafratta, si trova il cippo eretto a ricordo dei 37 innocenti rastrellati nei vicini e qui barbaramente fucilati dalle S.S. tedesche il 21 agosto 1944. in località "Le Prata" è situato il campo sportivo, corredato di spogliatoi e di altri impianti sportivi. Qui gioca il Filettole il quale milita, con buoni risultati, nel campionato di terza categoria. La C.P.T. o "Compagnia Pisana Trasporti" collega con i suoi bus Filettole con Pisa in ore antimeridiane e pomeridiane. Da parecchi anni, invece, non esiste più un servizio di trasporto pubblico per la vicina città di Lucca. Ai piedi della collina delle "Muraccia" sorge la Pieve, una bella chiesa ampliata ed abbellita nel corso degli anni ovvero dal 1000 al 1800. La chiesa è dedicata a San Maurizio martire, soldato dell'antica Roma, martirizzato a causa della sua fede cristiana per ordine del vice-imprenditore Massimiano. L'interno della chiesa è ricco di bellissimi affreschi, opera del pittore milanese Luigi Ademollo (1828) e del pittore Enrico Fornaini (1977). Ogni anno, il secondo venerdì del mese di marzo, a Filettole si celebra la cosiddetta Festa del Crocifisso il quale nell'agosto 1632 (quindi 380 orsono) liberò il paese dalla peste di triste manzoniana memoria. Questa è detta anche "Festa delle Frittelle". La domenica seguente s'installano su via Gambacorti numerose bancarelle che richiamano molta gente ad ammirare ed a fare acquisti. Quest'anno si è verificata un'intensa affluenza di persone grazie alla Pro Loco di Vecchiano che ha allestito in Piazza Allende, davanti al circolo ARCI, una serie di vere attrazioni: l'esposizione di FIAT 500 d'epoca, il mercatino "Arti e Mestieri", gonfiabili, trampolieri, funamboli e tanta magia per tutti i bambini, l'esibizione della filarmonica senofonte Prato. Attualmente Filettole ha 1490 abitanti, nel lontano passato la maggior parte delle famiglie si dedicava al lavoro della terra in qualità di contadini o di possidenti. Inoltre vi erano parecchi artigiani, soprattutto corbellai e falegnami. Vi erano moltissimi cavatori e scalpellini che estraevano e lavoravano la pietra delle cave situate nelle località "Rodicata" e "Bruceto". Adesso la maggior parte delle persone lavora fuori sede come dipendente di aziende o di enti pubblici.